In questa lezione progettiamo e realizziamo un plugin guidando ChatGPT con richieste successive. Partiamo da un compito concreto, definiamo istruzioni riutilizzabili e decidiamo se servono app o strumenti collegati. Poi proviamo il plugin con casi realistici, ne correggiamo il comportamento e controlliamo i permessi prima di condividerlo.
Creare un plugin non significa necessariamente programmare o collegare un servizio esterno. Un flusso utile può iniziare con istruzioni e una procedura ben definite. Le app collegate aggiungono accesso a servizi esterni solo quando sono necessarie e disponibili. La scelta più efficace è iniziare con il minimo che consente di raggiungere il risultato, poi aggiungere componenti dopo aver verificato che servano davvero.
Obiettivi della lezione
- Tradurre un’attività ricorrente in un flusso di lavoro chiaro.
- Usare Plugin Creator dalla directory Plugin o tramite la menzione @, se disponibile.
- Scrivere istruzioni precise e definire i limiti del plugin.
- Aggiungere app o capacità solo se necessarie e autorizzate.
- Testare, correggere e verificare il plugin prima di condividerlo.
Durata indicativa: 75–90 minuti, con progettazione, creazione guidata e prove su casi di test.
Il percorso in cinque fasi
| Fase | Domanda guida | Risultato |
| Progettare | Quale compito ripetuto voglio migliorare? | Obiettivo e destinatario definiti. |
| Descrivere | Quali regole e passaggi deve seguire? | Istruzioni e criteri di qualità. |
| Costruire | Quali componenti servono? | Plugin con skill e, se necessario, app. |
| Provare | Funziona su casi diversi? | Problemi individuati e correzioni. |
| Condividere | Chi può usarlo e con quali accessi? | Plugin verificato e accessi chiari. |
1. Progettare prima di aprire Plugin Creator
Un plugin nasce da un’attività che si ripete e che può essere descritta. “Voglio un plugin per la scuola” è troppo ampio: non chiarisce quale problema risolve. “Voglio preparare una bozza di comunicazione alle famiglie partendo da appunti e mantenendo un tono istituzionale” offre già un punto di partenza verificabile.
Definire il compito
Utente: Chi userà il plugin? Un docente, un assistente amministrativo, uno sviluppatore?
Bisogno: Quale parte del lavoro richiede tempo o viene svolta spesso?
Ingresso: Quali informazioni o materiali fornirà l’utente?
Procedura: Quali passaggi dovrebbe seguire il plugin?
Uscita: Che cosa deve restituire e in quale formato?
Limiti: Che cosa non deve fare o inventare?
Per il laboratorio useremo un esempio semplice: un “Supporto alla revisione di materiali didattici” che riceve una bozza, controlla chiarezza e struttura, propone miglioramenti e segnala dati mancanti. Non modifica o invia documenti e non sostituisce la verifica disciplinare del docente.
Plugin, skill e app: quale serve?
| Se l’obiettivo è… | Componente da valutare |
| Seguire sempre una procedura o un formato | Istruzioni riutilizzabili o una skill. |
| Cercare informazioni in un servizio esterno | Un’app collegata, se disponibile e autorizzata. |
| Combinare regole e fonti collegate | Plugin con skill e una o più app. |
| Aggiungere un’interfaccia o azioni personalizzate | Estensioni o app MCP, con requisiti e autorizzazioni adeguati. |
Principio di progettazione: inizia senza connessioni esterne se il compito può essere completato con istruzioni e materiali forniti dall’utente.
2. Aprire Plugin Creator nella nuova app
La documentazione OpenAI descrive la creazione assistita a partire dalla directory Plugin. Da lì si può installare Plugin Creator e avviare una conversazione con lui per descrivere il plugin da costruire. In alternativa, la directory può avere un comando “Add” o “+” che apre direttamente una conversazione con Plugin Creator. Le voci visibili possono cambiare secondo interfaccia, piano e permessi del workspace.
Percorso guidato Menu in alto a sinistra → ChatGPT → Plugins nella barra laterale → Plugin Creator → Install, se richiesto → avvia una chat con @plugin-creator.
Percorso alternativo Plugin Creator → Add (+), se presente → descrivi il flusso che vuoi creare.
Se si intende lavorare in Codex, aprire la vista Codex dal menu in alto a sinistra. Alcuni plugin sono utilizzabili anche lì; nella vista di un’attività supportata si può selezionare Sources → Use plugins. Per costruire un plugin si seguono le opzioni offerte da Plugin Creator e i permessi attivi nell’account.
Prima richiesta da dare a Plugin Creator
Conviene descrivere il risultato, non soltanto il nome del plugin. Possiamo chiedere a Plugin Creator di proporre una prima versione, indicare quali componenti include e fare domande se mancano dettagli.
“Crea un plugin chiamato Supporto revisione materiali didattici. Deve aiutare un docente a rivedere bozze di lezioni, schede e comunicazioni. Analizza il testo ricevuto per chiarezza, struttura, coerenza del pubblico e completezza. Restituisci: punti efficaci, problemi da correggere, proposte di revisione e dati mancanti. Non inventare contenuti disciplinari, non modificare file e non inviare comunicazioni. Chiedimi il livello scolastico e lo scopo se non sono indicati. Inizia con istruzioni riutilizzabili senza app esterne. Spiegami che cosa hai creato e come provarlo.”
Dopo la prima risposta: leggi i componenti proposti, chiedi chiarimenti e correggi nome, ambito o limiti prima di passare alla prova.
3. Definire e perfezionare le istruzioni
Le istruzioni sono il metodo del plugin. Devono descrivere quando usarlo, quali domande porre, come procedere e che forma dare al risultato. Regole troppo generiche (“sii utile”) non guidano in modo consistente. Regole osservabili (“se manca il destinatario, chiedilo prima di riscrivere”) aiutano a capire se il flusso funziona.
Schema di istruzioni da verificare con Creator
Scopo: Aiutare il docente a revisionare materiali già scritti.
Avvio: Chiedere tipo di materiale, destinatario e obiettivo se mancano.
Analisi: Controllare chiarezza, struttura, coerenza e informazioni mancanti.
Risultato: Restituire prima un’analisi, poi proposte separate e motivazioni brevi.
Limiti: Non inventare fatti o contenuti disciplinari; segnalare incertezze.
Tono: Usare italiano chiaro, rispettoso e adatto al contesto scolastico.
Chiedi a Plugin Creator di mostrarti le istruzioni in forma leggibile. Rimuovi regole duplicate o in conflitto. Aggiungi uno o due esempi se il plugin produce risultati troppo variabili. Tieni le regole di comportamento nelle istruzioni; usa i file di riferimento per contenuti che il plugin deve consultare.
Aggiungere un’app collegata, solo se serve
Se il plugin deve cercare materiali in un archivio o servizio esterno, chiedi a Plugin Creator quali app sono necessarie e quali azioni dovranno svolgere. Verifica prima che l’app esista e sia disponibile nell’account o workspace. Una connessione può richiedere autenticazione individuale o configurazione amministrativa. Se il plugin deve solo analizzare file caricati nella chat, non serve aggiungere un servizio esterno.
Da chiedere a Creator: “Prima di aggiungere un’app, spiegami quale informazione o azione richiede e se il flusso può funzionare senza connessione.”
4. Provare il plugin e correggerlo
Un plugin non è pronto appena è stato creato. Va provato con casi diversi, compresi input incompleti e situazioni in cui dovrebbe fare una domanda o dichiarare un limite. Durante la prova osserviamo il comportamento, poi chiediamo una modifica specifica e ripetiamo il test.
Tre prove per il plugin del laboratorio
- Caso completo: fornisci una bozza, il livello scolastico e l’obiettivo. Verifica che restituisca analisi e proposte in modo distinto.
- Caso incompleto: invia una bozza senza indicare destinatario. Verifica che chieda il dato necessario invece di presumere.
- Caso fuori ambito: chiedi di verificare un’affermazione scientifica senza fonti. Verifica che segnali il limite e non inventi una conferma.
Ciclo di revisione
- Descrivi ciò che non ha funzionato indicando la risposta o il passaggio preciso.
- Chiedi una sola correzione per volta, per capire quale modifica ha effetto.
- Aggiorna istruzioni o componenti con l’aiuto di Plugin Creator.
- Ripeti lo stesso caso e confronta il risultato con la versione precedente.
- Prova anche un caso diverso per verificare che la correzione non abbia peggiorato il comportamento.
Esempio di feedback: “Quando non conosci il destinatario, hai riscritto il testo assumendo che fosse rivolto agli studenti. Modifica le istruzioni: chiedi prima destinatario e livello scolastico; non riscrivere il testo finché non ricevi la risposta.”
Controllo prima di condividere
- Il nome e la descrizione spiegano chiaramente a chi serve e che cosa fa.
- Le istruzioni sono coerenti e contengono limiti espliciti.
- Le app necessarie sono collegate e i permessi sono proporzionati.
- I casi di test funzionano e i limiti vengono dichiarati.
- Le persone che lo useranno sanno quali dati inserire e quali risultati verificare.
5. Salvare, condividere e riflettere
I plugin creati in un workspace possono partire privati. Condividerli o pubblicarli nella directory del workspace dipende dai permessi dell’autore e dalle impostazioni dell’amministratore. Le persone che ricevono il plugin potrebbero doverlo installare e collegare autonomamente le app. La condivisione del plugin non trasferisce automaticamente accessi o autorizzazioni ai servizi esterni.
Dove controllare la condivisione Plugin → scegli un plugin di cui sei proprietario → menu (⋯) → Share plugin, se il comando è disponibile.
Se nel tuo account non compare Plugin Creator, Add o Share, annota la voce mancante e controlla piano, ruolo e impostazioni del workspace. Per la creazione di app MCP o di plugin che usano app ospitate da ChatGPT Sites possono essere necessari permessi specifici, come Use plugins, Upload plugins e Create plugins with MCPs. La disponibilità di una funzione non va presunta per tutti gli account.
Riflessione: che cosa abbiamo costruito?
Il prodotto del laboratorio non è un assistente che conosce automaticamente ogni cosa: è un flusso definito da istruzioni e componenti espliciti. Le sue prestazioni dipendono dalla qualità delle istruzioni, dalla pertinenza dei materiali e dai permessi disponibili. Una revisione periodica è utile quando cambiano procedure, fonti, account o interfaccia.
Verifica finale
Da che cosa conviene partire?
Risposta attesa: Da un’attività ricorrente, un utente e un risultato concreto.
Come apro Plugin Creator?
Risposta attesa: Dalla directory Plugin, installandolo se richiesto, poi avviando una chat con @plugin-creator; in alcune interfacce il pulsante Add (+) avvia direttamente la creazione.
Devo collegare per forza un’app?
Risposta attesa: No. Se bastano istruzioni e materiali forniti dall’utente, si può iniziare senza app esterne.
Come verifico le istruzioni?
Risposta attesa: Provo casi completi, incompleti e fuori ambito; correggo una cosa per volta e ripeto i test.
La condivisione del plugin trasferisce l’accesso all’app?
Risposta attesa: No. Gli utenti potrebbero dover collegare il proprio account e autorizzare i permessi richiesti.
Che cosa faccio se mancano i comandi?
Risposta attesa: Controllo piano, ruolo e workspace; alcune capacità richiedono permessi amministrativi.
Documentazione ufficiale consultata
- Plugins in ChatGPT — OpenAI Help Center — https://help.openai.com/en/articles/20001256-plugins-in-chatgpt
- Skills in ChatGPT — OpenAI Help Center — https://help.openai.com/en/articles/20001066-skills-in-chatgpt
- Connected apps in ChatGPT — OpenAI Help Center — https://help.openai.com/en/articles/11487775-connected-apps-in-chatgpt
- Developer mode and MCP apps in ChatGPT — OpenAI Help Center — https://help.openai.com/en/articles/12584461-developer-mode-and-full-mcp-connectors-in-chatgpt
Nota sull’interfaccia: i percorsi e i nomi dei comandi riflettono la documentazione consultata il 14 ottobre 2026. La creazione, la condivisione e le app disponibili possono variare in base a piano, ruolo, workspace e aggiornamenti.

